SICILIA La mappa del pericolo terremoti: a rischio il 90 per cento dell´Isola   Stampa questo documento dal titolo: . Stampa

Tendopoli allAquila

 

Tendopoli all'Aquila

NEL 90 per cento dei comuni siciliani la terra potrebbe tremare. E con violenza. Sono ben 356 le città e i paesi siciliani classificati ad alto rischio sismico. Più del novanta per cento, se si considera che i comuni dell´Isola sono in tutto 390. Da Messina a Menfi, dalla Valle del Belice a Salemi. Paesi dove già in passato il terremoto ha distrutto tutto e paesi dove la terra ha tremato ma senza fare grossi danni.

Dal rischio terremoti si salvano solo poche realtà, come Caltanissetta con la sua provincia, alcuni comuni dell´agrigentino e le isole di Lampedusa, Linosa, e Pantelleria. La mappa del rischio sismico, approvata dalla giunta regionale nel 2004, suddivide paesi e città in quattro zone. C´è la zona 1, la più pericolosa, che racchiude 27 comuni. C´è la zona 2, dove il rischio è elevato, che abbraccia l´ottanta per cento dell´Isola con 329 comuni. E poi ci sono la zona 3, a rischio moderato, che conta solo cinque paesi, e la zona 4, quella a basso rischio, che comprende solo 29 comuni. «In gran parte del territorio siciliano si corrono rischi sismici pari, se non maggiori, a quelli dell´Abruzzo», dice Salvatore Cocina, direttore della Protezione civile regionale, volato in Abruzzo per i soccorsi.

Ma in base a quali parametri i comuni vengono suddivisi in zone? Quali sono gli elementi che rendono un paese o una città meno sicura di un´altra? Dove gli effetti di un terremoto sarebbero più devastanti? Per classificare i comuni, sono stati valutati tre criteri: la conformazione geologica dei territori, in base alle mobilità delle faglie, il numero di edifici non sicuri, cioè realizzati prima della classificazione sismica del comune di appartenenza e il numero di opere infrastrutturali utilizzate da almeno 9-12 anni che ospitano tante persone, come gli ospedali, le scuole, le case di cura. Un terremoto in un paese della zona 4 non creerebbe gli stessi danni di uno che abbia come epicentro un paese di zona 1.



Bastano alcuni esempi numerici per rendersene conto: le scosse in una città di zona 1, Messina per esempio, potrebbe causare danni per almeno 1 milione di euro in un anno. In una città di zona 4, per 100 mila euro. «Sono stime indicative che rendono l´idea - spiega Cocina - Se spalmiamo per ogni anno i morti a causa di terremoti, a Messina se ne contano 100 in 360 giorni a Caltanissetta 1».

La maggior parte dei comuni siciliani ben 329, è in zona 2, cioè a rischio elevato: da Trapani a Palermo, da Agrigento a Catania, da Ragusa a Siracusa. Tra i comuni in zona 2, ce ne sono 89 per i quali vengono previste le stesse limitazioni previste per i comuni che si trovano nella zona rossa. Si tratta di paesi e città che hanno un grosso numero di strutture di «rilevanza strategica»: scuole, ospedali, caserme centri di protezione civile. «Edifici strategici che in caso di eventi sismici diventano fondamentali per i soccorsi», continua Cocina che spiega come si dovrebbero leggere e affrontare i dati della mappa del rischio.

«I terremoti, purtroppo, non si possono prevedere - dice il direttore della protezione civile regionale - in una regione ad alto rischio, come la Sicilia, bisogna mettere in sicurezza gli edifici che non lo sono. Quelli che non possono essere messi in sicurezza, dovrebbero essere abbattuti e ricostruiti. A partire dalle strutture pubbliche, come scuole e ospedali.

La mappatura del rischio è stata fatta nell´81, dopo il terremoto dell´Irpinia. Tutto quello che è stato costruito negli anni del boom, tra il Cinquanta e il Settanta, non è adeguato». Cocina spiega però che non sempre antico significa insicuro. «Basta pensare alla cattedrale di Catania - conclude - ha attraversato due forti scosse ed è ancora in piedi. In Sicilia orientale alcuni interventi di messa in sicurezza sono stati fatti. La Sicilia occidentale, invece, è ancora indietro».



Pubblicazione del: 11-04-2009
nella Categoria DAL WEB


« Precedente   Elenco   Successiva »


Titolo Precedente: Radon e satelliti, è possibile (la Stampa)

Titolo Successivo: Abruzzo: lo spostamento degli epicentri dei terremoti delle scosse di replica http://www.corriere.it/

Elenco Generale SICILIA La mappa del pericolo terremoti: a rischio il 90 per cento dell´Isola