Radon e satelliti, è possibile (la Stampa)   Stampa questo documento dal titolo: . Stampa

«I terremoti oggi non sono prevedibili, ma la prevedibilità di un evento è un obiettivo scientifico realistico» ROMA Dopo la tragedia in Abruzzo e la polemica sull'allarme ignorato la domanda che tutti si fanno è una sola: «I terremoti si possono prevedere?» Secondo gli scienziati la risposta è «no». Altri, invece, si affidano a nuove teorie. Il Radon, per esempio, del quale si parla in queste ore per la possibilità che indagando le sue emissioni si possa prevedere un terremoto, è un gas radioattivo nobile. Le prime anomalie dei valori del Radon furono rilevate nel 1966 quando, in occasione del disastroso terremoto di Tashkent in Uzbekistan, i livelli di gas nell’acqua dei pozzi salirono bruscamente. Da allora si è sviluppata la teoria secondo la quale il Radon accumulato nelle rocce potrebbe essere utilizzato come possibile indicatore premonitore di eventi sismici, liberandosi non appena le tensioni sotterranee si avvicinano ad una soglia critica. Sono così iniziate misure sistematiche delle variazioni temporali del radon in altre zone sismiche, soprattutto in California, Cina ed Islanda. Il sismologo Tsuneji Rikitake, si legge nel sito dell’Osservatorio geofisico di Novara, segnala dodici casi di variazioni nella concentrazione di radon direttamente correlati ad eventi sismici. Il fenomeno è stato studiato per otto anni lungo la Rift Valley, l’imponente frattura tettonica che corre da nord a sud lungo la porzione orientale dell’Africa, nei pressi del Mar Morto; gli studi hanno rivelato che, all’interno della faglia, entro tre giorni dai picchi di radon si sono verificati 40 terremoti contro i 22 statisticamente attesi. Gli studi passati hanno evidenziato due possibili tipi di anomalie nei valori del radon: a lungo ed a breve termine. Nelle prime le concentrazioni di Radon cominciano ad aumentare parecchi mesi o addirittura anni prima dell’evento sismico, sino a raggiungere valori anche 3-4 volte maggiori del valore di fondo; le seconde iniziano invece alcuni giorni o qualche mese prima dell’evento sismico e presentano ampiezza generalmente molto maggiore delle prime, fino a raggiungere valori due ordini di grandezza superiori al segnale di fondo. È vero che i terremoti oggi i terremoti non possono essere previsti con certezza. Ma è altrettanto vero che la prevedibilità di un evento è un obiettivo scientifico realistico, tanto che Ian Main, sismologo dell’Università di Edimburgo, ha definito quattro livelli di predizione: 1) Eventi indipendenti nel tempo, indagati su base statistica e sull’osservazione di eventi precedenti; 2)eventi legati alla variabile tempo e in questa prospettiva valutati; 3)eventi prevedibili in base a determinati segnali (il radon, ad esempio); eventi del tutto prevedibili nel tempo e nello spazio, e in grado di lasciare il tempo ai provvedimenti di evacuazione. La presenza del radon in eventi sismici importanti, come nell’ottobre del 2002 poco prima del terremoto di S. Giuliano, ha spinto una società italiana, la Caen di Viareggio, a mettere a punto strumenti per la misurazione del radon. Al progetto partecipano anche la Fondazione Nixon e la Duke University. L’obiettivo è la creazione di un sistema di allerta che funzioni come quello che indica l’avvicinarsi di uno tsunami. Secondo la Protezione civile, i terremoti al contrario di quanto avviene per le eruzioni vulcaniche, non danno alcun segnale di preavviso: «Si può ipotizzare - spiega il vice capo della Protezione Civile - il verificarsi di un terremoto solo in termini statistici, tenendo conto del territorio e del tipo di eventi. Ci stiamo provando addirittura coi satelliti, stiamo finanziando assieme all’Asi (Agenzia spaziale italiana) degli studi, ma siamo ancora ben lontani dalla possibilità di previsioni specifiche». «Quello che si deve fare invece - sottolinea De Bernardinis - è investire sulla riduzione della vulnerabilità, così come da anni chiediamo. Quella è l’arma primaria». L’altro fronte, continua, è quello della pianificazione della risposta di Protezione civile quando si verificano i terremoti: su questo terreno «Sulmona e L’Aquila si sono presentate molto pronte. Devo dire - conclude - che l’Abruzzo dal 2007 a oggi ha brillato per miglioramento della propria pianificazione di Protezione civile».

Pubblicazione del: 07-04-2009
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