L'altra geologia possibile di Marina Zenobio    Stampa questo documento dal titolo: . Stampa

San Josè de la Talì a Cuba, Tumbatu in Tanzania, Aguas Calientes e Maca in Perù; tre luoghi geograficamente molto distanti tra loro ma con una cosa in comune: i progetti della onlus «Geologia senza frontiere» (www.gsf.it) fondata nel 2003 da un gruppo di giovani geologi italiani con in testa l'idea di una geologia il cui scopo sia di analizzare e risolvere problematiche legate all'interazione tra l'uomo, ambiente fisico e biosfera; l'uso razionale delle risorse naturali e che promuova l'equità tra i popoli. A Cuba Gsf è presente con un progetto in solidarietà con gli abitanti di San Josè de la Talì, provincia di Santiago, finalizzato al miglioramento del sistema di gestione delle risorse idriche e per un loro uso sostenibile attraverso la costruzione di un'opera di derivazione fluviale, di un sistema di potabilizzazione dell'acqua, di una rete di distribuzione e di un impianto per il trattamento delle acque reflue. Per la Tanzania c'è un progetto pilota finalizzato all'approvvigionamento idrico della scuola primaria e secondaria del villaggio di Jongowe, sull'isola di Tumbatu a nord-ovest di Zanzibar, ideato con un'altra associazione italiana, Miche-Germogli, e con l'ong locale Yosofo. Quest'ultime avevano già ristrutturato i locali della scuola e creato nuovi spazi e attività di supporto per alunni e studenti. La scuola però era mal servita dall'acquedotto locale che, a causa di guasti e malfunzionamenti, per lunghi periodi non riusciva a rifornire adeguatamente l'istituto. In questo quadro si è inserito l'intervento di Gsf che, approfittando delle piogge qui abbondanti per almeno due periodi l'anno, ha sfruttato la superficie dei tetti della scuola come compluvio per la raccolta dell'acqua piovana. Questa, convogliata attraverso delle condotte, è stoccata in una cisterna opportunamente dimensionata per essere consumata nei periodi in cui l'acquedotto non garantisce il rifornimento alla scuola; beneficiari del progetto 889 alunni, il corpo docente e non docente. Per quanto riguarda il Perù, partendo dalla considerazione dei rischi connessi ai fenomeni franosi e ai terremoti che colpiscono soprattutto le comunità andine, con gravi perdite socio-economiche (la media annuale è di 735 vittime - fonte Cnr/Gndt), «Geologia senza frontiere» sta sviluppando un progetto che propone la diffusione di tecniche volte ad analisi, valutazione e mitigazione del rischio geomorfologico tramite specifici percorsi formativi tenuti da professori, ricercatori e tecnici operanti nell'ambito dei rischi naturali. I corsi sono indirizzati a tecnici delle amministrazioni pubbliche locali, di ong e protezione civile peruviane e alla popolazione di due località andine, il centro urbano di Aguas Calientes, nelle vicinanze del sito archeologico di Machu Picchu, e il villaggio di Maca nella Valle del Colca. Le attività del progetto, costituite da un corso di formazione in ambito universitario e da una campagna di sensibilizzazione nei due centri urbani, prevedono di migliorare il livello di competenza dei tecnici locali e il livello di consapevolezza e la capacità di intervento della popolazione locale. I risultati del progetto saranno diffusi in eventi pubblici nel territorio comunale di Roma dove si prevede di coinvolgere anche la numerosa comunità andina della capitale. Nobili progetti che, in termini di finanziamenti, Gsf sviluppa nell'ambito della cooperazione internazionale, ma anche attraverso la solidarietà di molti sostenitori che versano i loro contributi sul conto di Banca popolare etica. http://www.ilmanifesto.it/archivi/terra-terra/nocache/1/pezzo/49b2c2dc426d8/

Pubblicazione del: 18-03-2009
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