SUL CAMPO   

questa è la sezione dedicata al campo: come comportarsi con i propri strumenti!

Il martello
La bussola e le giaciture
Le isoipse
La sezione Topografica
Le orizzontali
La sezione Geologica e Pendenza Apparente

Il Martello
Amico e strumento principale del geologo è senza dubbio il martello. Esso è l'unico strumento che in pochi secondi può aiutarti a spaccare una roccia e controllarne una parte "fresca" ovvero non alterata. Generalmente si dovrà leccare la parte appena spaccata per mettere in evidenza parti della roccia molto piccole che altrimenti non si vedrebbero.Con questo esame si potrà stabile se ci sono dei fossili utili per il riconoscimento di un Piano Geologico, si potrà capire l'ambiente di formazione della roccia stessa, si potrà infine, ma cosa principale, capire che roccia si ha in mano. Attenzione:il martello deve essere a fusione unica onde evitare che tra un colpo e l'altro la parte sommitale si stacchi dal manico e vada a colpire il malcapitato di turno. Inoltre non si possono smartellare tutte le rocce; ci sono rocce troppo dure oppure rocce che non vanno smartellate perchè possono scheggiarsi in micro proiettili incandescenti che possono fare molto male. una di queste rocce è la selce, ma anche le rocce vulcaniche sarebbe meglio non smartellarle. Il Martello che si adatta di più è L'ESTWING come quello in figura.
martello estwing
 
La Bussola e le giaciture
La bussola è una cosa molto importante e serve oltre che per orientarsi sulla carta topografica anche per prendere la giacitura degli strati. I sedimenti che si depositano formando gli strati si cementano secondo dei piani orizzontali. Questi ultimi però possono, in seguito a compressioni o distensioni , cambiare la loro giacitura e non essere più orizzontali. Tramite la bussola si cerca di capire in che modo andrà rappresentato un piano sulla propria carta n modo tale da creare a fine escursione la carta geologica. per prendere la giacitura di uno strato si opera in questo modo:
si prende la bussola e tenendola orizzontale (quindi parallela al terreno) ci si avvicina allo strato del quale si vuole misurare la giacitura e si legge la direzione che indica la bussola (la bussola è come se fosse un piano orizzontale che intersecandosi con il piano inclinato dello strato va a crearmi una retta chiamata direzione dello strato). dopodichè si deve annotare in che punto immerge lo strato ovvero da quale parte della bussola lo strato pende. attenzione: la direzione e l'immersione sono sempre a 90° l'uno dall'altro. per completare la giacitura di uno strato si deve calcolare l'inclinazione dello strato (ed in particolare la maggiore inclinazione) rispetto a il piano orizzontale; per questo le bussole sono dotate del clinometro che serve appunto per calcolare l'inclinazione. La bussola da Geologo è modello Wilkie come quella qui sotto.
bussola wilkie
Le Isoipse
Per rappresentare la morfologia del nostro pianeta si usano le cosidette isopse ovvero linee create dall'unione di punti ad egual quota. Queste linee o meglio questi sistemi di linee concentrici andrano a rappresentare l'altura o la depressione a seconda del ordine n cui sono disposte. Essendo le isoipse quotate si potrà capire se ciò che si sta guadando in realtà è una collina o una depressione. Nella figura seguente si può notare come appaiono delle isoipse in pianta ed accanto come si vedrebe nella realtà. In realtà i colori rappresentano piani alla stessa quota (perchè infiniti punti alla stessa quota non formano solo una linea ma un piano) che non si vedono in una topografia , ma qui sono rappresentati per far capire che le isoipse vengono create immaginando dei piani orizzontali equidistanti che tagliano la topografia.
isoipseisoipse
In questo caso è rappresentata una sorta di collina. Possiamo capirlo dal fatto che le isoipse aumentano di valore andando verso il centro. L'equidistanza è la distanza verticale in metri tra un piano contenente l'isoipsa e l'altro (nel caso della figura è di 25m). Per essere più chiari è la distanza verticale che si deve compiere per tracciare una nuova isoipsa. In genere sono quotate le isoipse dei multipli e sottomultipli di 100 m (vuol dire che ogni 4 linee ci sono 100 metri) ma, ATTENZIONE: il valore dell'equidistanza può variare!! quindi bisogna stare attenti a controllare la carta e la scala.
topografia
La Sezione Topograifca
La sezione topografica è la rappresentazione grafica di uno spaccato di topografia. Per costruirla si prende un foglio di carta millimetrata e si appoggia sulla traccia della sezione che avremo preventivamente tracciato sulla carta. Si procederà quindi a riportare lungo la carta millimetrata i punti nei quali le isoipse intersecano la traccia della nostra sezione. In questo modo sapremo che riportando tutti i punti ad una adeguata scala verticale , nella quale si scriverà la quota topografica , avremo una serie di punti a quota diversa che rappresenteranno i punti presi dall'intersezione della traccia della sezione e le isoipse.Quindi la scala verticale la sceglieremo in scala con la carta topografica e la scala orizzontale ci sarà data dai punti che ci riporteremo sulla carta millimetrata in corrispondenza dell'intersezione tra la traccia della sezione e le isoipse (repetita iuvant). Ora non ci resterà altro che unire i punti in modo adeguato per ottenere la sezione topografica. Attenzione però: la linea che andremo a tracciare sarà da considerare come un insieme di punti e quindi non dovrà mai andare al di sotto del punto dal quale siamo partiti e al di sopra del punto al quale stiamo arrivando (nel caso di una salita).
Le Orizzontali
Per rappresentare la giacitura di un piano nello spazio si usano le Orizzontali che non sono altro che l'intersezione del piano da rilevare con le isoipse. In Pianta le orizzontali appaiono come rette equidistanti tra loro delle quali si riconosce una Direzione (angolo tra l'orizzontale e il nord) e un' Immersione (Verso in cui le quote delle orizzontali diminuiscono e a 90° con la Direzione).
In Pianta più le orizzontali sono vicine, più il piano è inclinato. Più sono distanti, più è blando.
Per costruire le orizzontali su una carta geologica e ricavarne la Giacitura del Piano si devono tracciare le orizzontali originate dall'intersezione del limite litologico e le isoipse. L'intersezione a ugual quota tra piano da rilevare e isoipse mi da un'orizzontale. Quest'orizzontale è di quota uguale all'isoipsa che l'ha generata. E' più facile farlo che spiegarlo.
La sezione Geologica
Quando vogliamo rappresentare in modo molto esplicativo come è "fatto" il terreno o la zona investigata si possono usare le cosiddette sezioni geologiche. Le sezioni non sono altro che la rappresentazione grafiche di un ipotetico spaccato verticale nel quale si può ammirare la giacitura degli strati e la loro rispettiva posizione.

Un problema che può subito apparire evidente è la così chiamata "pendenza apparente". Se noi avessimo degli starti orizzontali, in qualsiasi modo li tagliassimo con una sezione ci apparirebero come una linea orizzontale a una certa quota sulla nostra sezione. La relatà però non è così, infatti esistono gli strati non orizzontali (inclinati) dei quali abbiamo imparato a prendere la giacitura. Questi strati a seconda di come vengono tagliati dalla nostra sezione, appaiono più o meno inclinati. Le inclinazioni limite sono 0° ,ovvero quando la sezione taglia lo strato parallelo alla direzione e quindi ci fa apparire lo stesso inclinato di 0°, cioè orizzontale; e l'inclinazione massima (reale) del nostro strato, quando la sezione lo taglia perpendicolare alla direzione (parallela all'immersione). Tutti i tagli tra questi due casi limite ci mostreranno sempre strati con pendenze apparenti. Esistono dei metodi grafici per ricavare la pendenza reale conoscendo quella apparente e l'angono che si forma tra la sezione e l'immersione. Questi metodi sono naturalmente basati su una formula matematica.

Sia A la pendenza reale, A' la pendenza apparente, B l'angolo tra la sezione e l'immersione.
A'=ctg (tg A * cos B)

Per disegnare la sezione geologica conoscendo il limite di una formazione si devono disegnare sulla pianta le orizzontali. Dopodichè si deve preparare un foglio generalmente di carta millimetrata con la sezione topografica. Con lo stesso metodo usato per segnare i punti della sezione topografica, andremo a tracciare i punti dell'intersezione tra la traccia della sezione e le orizzontali. Una volta ricavati i punti delle orizzontali e riportati alla quota giusta potremo tracciare lo strato preso in considerazione. Ricordarsi sempre di tracciare le faglie per prime, trattandole come se fossero degli strati. Per le eventuali pieghe cercate di rappresentarle come due strati che a un certo punto si incrociano e modificate l'incrocio per renderle reali (quindi non incroci a punta). Finita la sezione, controllate sempre che abbia senso e che rispetti ciò che si vede sulla carta.


TRATTO DA RISORSEGEOLOGICHE.COM